La visione della città

Sensazioni, emozioni, visioni della città per chi la popola e per chi in lontananza la osserva.

Carmine Ciccarini è un artista che ci ha ormai abituato ad un concetto personalissimo di città, quasi una visione, ; da “la solitudine della Metropoli” a “le città di vetro” il passo è breve.

Se, per dirla con M. Paola Lupo (Storica dell’arte e curatrice della recente “Cities of glass”) “Quelle di Carmine Ciccarini sono megalopoli contemporanee che si mostrano in tutto il loro lirico realismo, attraendo lo sguardo con mille luci e grandiose architetture; esse danno la sensazione di essere invincibili, immortali; ma in realtà sotto le imponenti strutture di cemento armato e ferro nascondono la loro fragilità. La fragilità degli esseri umani che le abitano e che le hanno costruite così imponenti”; la città ciccariniana dà di sé un’immagine imponente, ma chi la abita si rivela in tutta la sua umana fragilità; la “visione della città” evolve ancora. Lo skyline diventa meno distinto, le pennellate si fanno quasi astratte, meno definite e quasi sfocate.

La presenza umana assume differenti accezioni. 

All’artista non interessa ritrarre la presenza degli uomini in quanto tali ma i “simboli di civiltà”; palazzi, monumenti, lampioni, addirittura le strisce pedonali, divengono i protagonisti di opere che si imprimono nella memoria, come delle istantanee fotografiche, che ci portano a riflettere sulla condizione dell’uomo moderno (“Gira il mondo gira”), che attraverso la multiforme artificialità delle metropoli ricerca sé stesso senza mai trovarsi veramente.

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Gira, il mondo gira – olio su tela 70×50 – 2017

Gli strumenti con cui l’artista effettua questo passaggio sono soprattutto le scelte cromatiche; Letizia Montalbano, più volte curatrice delle sue mostre, ha scritto:”Ciccarini propone una tecnica cromatica molto raffinata; il colore, mezzo ma anche materia, è composto da pigmenti rari, stesure corpose e ripetute, pennellate veloci e trattamenti superficiali che servono a creare effetti particolari.”, ma anche nella scelta delle atmosfere; a volte fotogrammi definiti e intensi, altre volte orizzonti impenetrabili, diafani e lontani evocati da trasparenze raffinate.

Suscitare emozioni è lo scopo primario del maestro: meraviglia, senso dell’immensità ma anche inquietudine e impotenza dinnanzi ad un mondo che cambia senza noi e di noi, anzi, poco si accorge”, per citare ancora la Montalbano.

Walter Pedullà ha scritto sull’artista come uno degli obiettivi delle sue opere sia “Amalgamare la materia, tra cinematografia, pittura, fotografia e letteratura”; ne “La visione della città” questa materia si fonde in un cromatismo quasi musicale ed allora il fotogramma si trasforma e diventa materia astratta alla quale il pennello dell’artista restituisce la sua armonia.

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Sogno di una notte di mezz’estate – olio su tela – 90×50 – 2017

Per citare da ultimo Strinati; “del maestro Ciccarini, pittore dalla tecnica ragguardevole, trapela un remoto ricordo delle avanguardie, ma la costruzione della forma pittorica è totalmente sua e non è debitrice verso nessuno. L’intensa vena lirica lo proietta verso una identità artistica personale; superiore a quella dei maestri già affermati. Lui è nel futuro dell’arte.”

Carmine Ciccarini – La Visione della Città – Comunicato stampa

dal 8 giugno al 9 luglio 2017

Mu.Mi. – Museo Michetti – piazza San Domenico 1 – Francavilla al Mare (CH)

Alcune opere del maestro Carmine Ciccarini sono esposte al museo Michetti di Francavilla al Mare fino al prossimo 9 luglio; con “La Visione della Città” prosegue il cammino evolutivo dell’artista che ci ha ormai abituato al suo personalissimo concetto di città; con le sue megalopoli mostrate in tutto il loro lirico realismo.

E’ stato scritto come uno deglio obiettivi delle opere del maestro sia “amalgamare la materia”, con contaminazioni tra astrattismo e barocco, tra cinema, pittura, fotografia e letteratura; negli ultimi lavori esposti questa materia si fonde in un cromatismo che possiamo definire “musicale” ed allora il fotogramma tanto caro a Ciccarini si trasforma e diventa materia astratta alla quale il pennello dell’artista restituisce la sua armonia.

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La luce obliqua rende astratta la città 1 – olio su tela 70×70 – 2017 (ispirato alla citta ideale di Renzo Piano
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La luce obliqua rende astratta la città 2 – olio su tela 70×70 – 2017 (ispirato alla citta ideale di Renzo Piano

1 commento su “La visione della città

  1. Un uso sapiente degli azzurri e le inquadrature panoramiche a volo d’uccello rendono i quadri di questo artista unici. Ritmo ed armonia nei segni geometrici che si incrociano :una vera sinfonia di modernita’

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